"Qualunque posto è sotto le stelle,
qualunque posto è al centro del mondo."

John Burroughs

Camere e suite in B&b nel centro di Lecce

Sempre pronti ad accogliervi

Per i nomi delle nostre camere e suites abbiamo voluto fare riferimento ad un tema tra storia e mitologia: la costellazione delle Pleiadi.

Il nostro b&b di design moderno a Lecce, è pensato al meglio, in stile hotel. Le suites e le camere sono dotate di connessione wi-fi, chiave elettronica, aria condizionata, Tv in HD, casseforti blindate.

Orari check-in: 13:00 - 20:00

Le Pleiadi

Le Pleiadi (in greco antico: Πλειαδες, Pleiades) sono sette personaggi della mitologia greca ed i loro nomi sono Alcione, Celeno, Elettra, Maia, Merope,  Asterope e Taigete.

Nella mitologia romana corrispondono alle Vergilie.

Nate sul monte Cillene in Arcadia, sei di loro erano visibili ed una invisibile. Alcuni autori scrivono che l’invisibile sia Sterope e che questo avvenne per sua vergogna, altri che sia invece Elettra che fu coinvolta nella distruzione della casa di Dardano.

Ma il discorso dell’invisibilità può riferirsi al fatto che una delle sette stelle delle Pleiadi sia poco visibile rispetto alle altre sei e tra i vari miti esiste anche quello in cui Merope, l’unica ad aver sposato un mortale, per la vergogna decise di allontanarsi dalle altre.

Secondo un’altra versione del mito vennero rapite da un egiziano e liberate da Eracle.

Esiste anche una versione in cui erano le compagne vergini di Artemide e dove Orione le inseguì per tutta la terra costringendole a nascondersi nei campi della Beozia fino a quando gli dei, presi dalla compassione, le trasformarono in colombe ed immortalarono in seguito la loro figura nelle stelle. Una volta divenute stelle manifestarono la loro simpatia ad Atreo modificando il loro corso.

Infine, secondo un’ulteriore versione, dopo la morte delle loro sorelle, le Iadi, si uccisero.

In tutte le versioni il destino delle Pleiadi è sempre quello di diventare stelle.

La Suite

La nostra Suite con vista al centro di Lecce

Maia

La Suite Maia, di 35 m², consente di ospitare fino ad un massimo di 5 persone.
In particolare è dotata di:
- letto matrimoniale
- letto singolo
- divano letto
- balcone vista città

Maia (nota anche come 20 Tauri) è una stella nella costellazione del Toro; si tratta di una delle componenti dell’ammasso aperto delle Pleiadi e giace ad una distanza di circa 440 anni luce da noi. Si tratta di una stella di colore azzurro e di classe spettrale B8III, con una magnitudine apparente di 3,87. Fu indicata da Otto Struve come variabile, segnalazione da cui partì la proposta di considerarla come una classe di variabili a sé stante, le “variabili Maia”, in cui vi sarebbero state incluse anche altre stelle, come la γ Ursae Minoris; tuttavia, finora non è stata accertata una variabilità per questa ed altre stelle. Tuttavia, dopo studi realizzati con il telescopio spaziale Kepler nel 2017, che ha accertato che le altre 6 componenti principali delle Pleiadi sono variabili B lentamente pulsanti (SPB), Maia è stata classificata dall’AAVSO come variabile Alfa2 Canum Venaticorum, con una variazione della luminosità minima, di 0,004 magnitudini, in un periodo di poco superiore ai 10 giorni.

Il suo nome proprio deriva dalla figura mitologica Maia, una delle Pleiadi mitologiche.

DALLA MITOLOGIA GRECA

Secondo gli Inni omericiZeus nel silenzio notturno giacque in una grotta del monte Cillene con Maia, allontanatasi dalla compagnia delle sorelle. Dopo che ella diede alla luce il dio Ermes, lo avvolse in fasce e andò a dormire. Il precoce neonato Ermes sfuggì alla sua custodia e si diresse in Tessaglia dove rubò la mandria custodita da Apollo, Maia si rifiutò di credere al fatto, Ermes tuttavia inventò la lira con un guscio di tartaruga che fu richiesta da Apollo in riscatto per il furto. Sempre secondo il mito, Maia e le sorelle morirono di dolore per le sventure del loro padre Atlante e furono trasformate nell’ammasso stellare delle Pleiadi. Secondo un’altra versione, le Pleiadi incontrarono il cacciatore Orione che, innamoratosi di loro, le inseguì per 5 anni finché furono mutate in colombe e poi in stelle, insieme con l’inseguitore e il suo cane.

In greco antico, il sostantivo μαῖα (maia) significa “ostetrica“: Maia allevò infatti Arcade, nato dalla relazione di Zeus e della ninfa Callisto seguace di Artemide, trasformata in un’orsa dalla dea o secondo un’altra fonte dalla gelosa Era.

DALLA MITOLOGIA ROMANA

Nella mitologia romana, Maia incarnava il concetto di ‘crescita’, in quanto il suo nome fu accostato all’aggettivo comparativo latino maius, maior, (più grande, maggiore). Originariamente era un’omonima della Maia greca; con l’ellenizzazione della letteratura e della cultura latine, i due culti vennero fusi.

Si ipotizza che il mese di Maggio (in latino Maius) derivi da Maia, sebbene gli antichi etimologisti lo ricollegano ai maiores, gli antichi nuovamente dall’aggettivo maius, maior, col significato di maggiori in precedenza di generazione. Il primo giorno di Maggio, i Lari venivano onorati come protettori della città, ed il Flamine di Vulcano sacrificava una scrofa gravida a Maia come l’offerta ad una dea terrestre che rimarca il legame tra Vulcano e Maia nella preghiera arcaica. Nella mitologia romana Mercurio, figlio di Maia, era celebrato il 15 maggio, le Idi, come protettore dei mercanti, un altro possibile collegamento con la madre Maia come la dea che promuoveva la crescita.

Asterope

La Suite Asterope, di 35 m², consente di ospitare fino ad un massimo di 5 persone.
In particolare è dotata di:
- letto matrimoniale
- letto singolo
- divano letto
- balcone vista città

Asterope è il nome dato ad una coppia di stelle nella costellazione del Toro; si tratta di due delle componenti dell’ammasso aperto delle Pleiadi e giacciono ad una distanza di circa 440 anni luce da noi. Il nome proprio deriva dalla figura mitologica Sterope o Asterope, una delle Pleiadi mitologiche.

DALLA MITOLOGIA

Sterope (in greco antico Στερόπη Steròpē) e conosciuta anche come Asterope (Ἀστερόπη Asteròpē) è un personaggio della mitologia greca ed una delle Pleiadi, figlie di Atlante e di Pleione.

La sua figura si collega a quella di Enomao che secondo alcuni miti fu suo sposo e secondo altri invece fu suo figlio, generato dall’unione con Ares.

Visibili ad occhio nudo come una sola stellina minuta di quinta magnitudine, un semplice binocolo già consente di notare che si tratta in realtà di due stelle ben distinte: Asterope I, o anche 21 Asterope o 21 Tau, è la più brillante delle due, e si presenta come una stella azzurrina di magnitudine 5,76, mentre Asterope II, o 22 Asterope o 22 Tau, appare di un colore leggermente più biancastro e un po’ meno luminosa, essendo di magnitudine 6,43. La separazione delle due componenti, che non costituiscono una coppia fisica, è pari a 0,04°.

Le Camere

Camere confortevoli, moderne e con tutto il necessario...

Elettra

La Camera Elettra, di 25 m², con vista sul cortile interno, consente di ospitare fino ad un massimo di 2 persone.

Elettra (nota anche come 17 Tauri) è una stella nella costellazione del Toro; si tratta di una delle componenti dell’ammasso aperto delle Pleiadi, di cui costituisce la terza stella più brillante in termini relativi (magnitudine apparente 3,72), e giace ad una distanza di circa 440 anni luce dal sistema solare. Il suo nome proprio deriva dalla figura mitologica di Elettra, una delle Pleiadi mitologiche.

 DALLA MITOLOGIA

Le Pleiadi (in greco antico: Πλειαδες, Pleiades) sono sette personaggi della mitologia greca ed i loro nomi sono Alcione, Celeno, Elettra, Maia, Merope, Sterope (o Asterope) e Taigete.

Nella mitologia romana corrispondono alle Vergilie.

Elettra, insieme a due delle sue sorelle, fu amata da Zeus; dalla loro unione nacque Dardano, il capostipite della dinastia di Troia, il quale abbandonò la terra in cui la Pleiade l’aveva dato alla luce per recarsi in Troade. Il figlio secondogenito che ebbe da Zeus era Iasione, il quale da adulto fu amante della dea Demetra. Infine ebbe anche una figlia, Armonia che il padre degli dèi assegnò come sposa all’eroe Cadmo.

Talvolta le si attribuiva un quarto figlio che avrebbe sempre avuto da Zeus, Emazione, che, al contrario dei suoi fratelli, rimase in Samotracia e qui vi regnò fino alla sua morte.

La leggenda di Elettra si ricollegava anche al sacro Palladio. Zeus, colpito da un violento amore per lei, volle violentarla ma la fanciulla fuggì e cercò asilo gettandosi presso il prezioso simulacro. Tuttavia a nulla servì poiché Zeus riuscì nel suo intento e rese incinta la giovane. Del sangue, segno della perduta verginità, cadde sulla statua, profanandola. Adirata, la dea Atena, proprietaria del simulacro, scaraventò il Palladio e la stessa Elettra sulla terra. Oppure fu lo stesso Zeus, irato per l’opposizione di Elettra, a gettarla indignato sulla terra.

Secondo altre leggende fu proprio Elettra a donare il sacro simulacro a suo figlio Dardano, il quale la pose all’interno della città che fondò, come protezione per l’intera rocca.

Al termine della guerra di Troia, Elettra, che aveva assistito dall’alto del cielo a tutte le gesta dei discendenti del suo illustre figlio, si consumò di dolore alla vista della mitica città di Troia in fiamme. Per la disperazione fu tramutata, insieme alle sue sorelle, in stella, nell’attuale costellazione delle Pleiadi.

 

Elettra appartiene alla classe spettrale B6III ed è pertanto una gigante blu, ossia una stella in fase di dilatazione a causa dell’espansione che sta iniziando a subire per il progressivo esaurimento della scorta di idrogeno nel suo nucleo.

La sua luminosità assoluta è pari a 1225 volte quella del Sole, a causa dell’alta temperatura superficiale della stella, quantificata in 14.000 K. Con un raggio 6 volte quello della nostra stella, è una delle quattro stelle giganti dell’ammasso.

Elettra compie una rotazione sul proprio asse con una velocità di circa 170 km/s, completandone una in meno di 1,75 giorni. Come altre stelle delle Pleiadi, è circondata da un disco circumstellare di materia espulsa, il che la rende una stella Be. La sua massa è stimata in 5 masse solari, e la sua età sarebbe di 130 milioni di anni.

Merope

La Camera Merope, di 25 m², con vista sul cortile interno, consente di ospitare fino ad un massimo di 2 persone.

Merope (nota anche come 23 Tauri) è una stella nella costellazione del Toro; si tratta di una delle componenti dell’ammasso aperto delle Pleiadi e giace ad una distanza di circa 440 anni luce da noi. Il suo nome proprio deriva dalla figura mitologica Merope, una delle Pleiadi mitologiche.

DALLA MITOLOGIA

Tra le sette sorelle fu l’unica ad aver sposato un mortale che, tra l’altro, nella sua vita sfidò più volte gli dei. Per questo motivo tra le sette stelle che compongono le Pleiadi, Merope si nasconde e si vergogna, corrispondendo nel cielo alla meno luminosa delle stelle dette Sette Sorelle del cielo ed è per la vergogna che si era allontanata dalle altre.

 

Si tratta di una stella subgigante di classe spettrale B, corrispondente ad un colore azzurro intenso; la sua magnitudine apparente è pari a 4,14. Richard Hinckley Allen la descrisse come una stella di un colore bianco lucido e violetto.[1] Possiede una luminosità 630 volte superiore a quella del Sole e la sua temperatura superficiale si aggira sui 14000 K; la sua massa è circa 4,5 volte quella solare ed ha un raggio oltre 4 volte superiore. È classificata come una stella variabile Beta Cephei, con una escursione di 0,01 magnitudini.

La nebulosità che circonda Merope, NGC 1435 è parte del grande complesso di polveri in cui le Pleiadi si trovano ora a transitare; un’altra nebulosa nei pressi è IC 349.

Celeno

La Camera Celeno, di 25 m², con vista sul cortile interno, consente di ospitare fino ad un massimo di 2 persone.

Celeno (nota anche come 16 Tauri) è una stella nella costellazione del Toro; si tratta di una delle componenti dell’ammasso aperto delle Pleiadi e giace ad una distanza di circa 440 anni luce da noi. Il suo nome proprio deriva dalla figura mitologica Celeno, una delle Pleiadi mitologiche.

DALLA MITOLOGIA

Celeno (in greco antico Κελαινώ) è un personaggio della mitologia greca ed una delle Pleiadi, figlie di Atlante e di Pleione

Celeno sposò Poseidone e fu da lui resa madre di Lico, Nitteo, Euripilo e forse di Tritone.

Secondo alcune leggende era anche la madre di Deucalione e Chimera, avuti da Prometeo e di Caucone.

Celeno è una subgigante azzurra di classe spettrale B, con una magnitudine apparente pari a 5,45. È avvolta da una densa nebulosa a riflessione, parte del complesso di polveri che le Pleiadi stanno attraversando in questa epoca.

Atlante

La Camera Atlante, di 25 m², con vista sul cortile interno, consente di ospitare fino ad un massimo di 2 persone.

Atlas (noto anche come Atlante o 27 Tauri, secondo la nomenclatura di Flamsteed) è un sistema stellare triplo nella costellazione del Toro. Si tratta di una delle stelle componenti l’ammasso aperto delle Pleiadi, la seconda più brillante in termini relativi (magnitudine apparente +3,62); giace ad una distanza di circa 440 anni luce dal sistema solare. Il suo nome proprio deriva dalla figura mitologica del titano Atlante, il padre delle Pleiadi mitologiche.

DALLA MITOLOGIA

Atlante era re della Mauritania e molto versato nell’astrologia; era considerato il primo ad aver studiato la scienza dell’astronomia. Diodoro Siculo scrive che Atlante fu il primo a rappresentare il mondo per mezzo di una sfera e per questo motivo si diceva che portasse il cielo sulle spalle.

Esiodo narra che Atlante fu costretto a tenere sulle spalle l’intera volta celeste per volere di Zeus che decise di punirlo perché durante la Titanomachia si era alleato con Crono quando guidò i titani contro gli dèi dell’Olimpo. Nell’Odissea (libro I) viene descritto poeticamente come uno dei pilastri del cielo e sempre nell’Odissea, viene indicato come padre di Calipso.

Atlante riuscì a convincere Eracle a sostituirlo temporaneamente nella sua punizione offrendosi di poter raccogliere i pomi d’oro dall’albero del giardino delle Esperidi al suo posto. Ottenuto lo scambio però Eracle riuscì a convincerlo di tenere momentaneamente la volta per potersi mettere qualcosa sotto le ginocchia e quando Atlante sollevò la volta del cielo dalle spalle di Eracle, questi raccolse le tre mele lasciate a terra e se ne andò.

Secondo una tradizione il titano fu pietrificato da Perseo che gli mostrò la testa di Medusa per punirlo di non averlo ospitato e così Atlante si trasformò nell’omonima catena montuosa che si trova nel nord dell’Africa. La prima vertebra della colonna vertebrale, atlante, deve il suo nome a questo personaggio, poiché essa sostiene il cranio così come il titano regge la sfera celeste.

La componente primaria, Atlas A, è una gigante blu di tipo spettrale B con una magnitudine apparente pari a 3,62; è in realtà una binaria spettroscopica con componenti di magnitudine 4,1 e 5,6, con un’orbita di periodo pari a 1250 giorni. La più brillante delle due è una gigante blu di tipo spettrale B8III, che possiede una luminosità 940 volte quella del Sole (includendo la radiazione emessa nell’ultravioletto) ed una temperatura superficiale di 12.300 K. Come molte altre stelle di classe B, Atlas possiede una rotazione molto rapida, con una velocità di almeno 212 km/s.

È presente pure una terza compagna di magnitudine 6,8, nota come Atlas B, ad una separazione di 0,4 secondi d’arco, pari a circa 52 UA. È una stella bianca che completa la propria orbita ogni 150 anni circa.

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